Incontri svedesi

Fotografia di un alce giovane nella foresta svedese, un incontro che si può fare anche di frequente oltre a dover prestare parecchia attenzione sulle strade.

Zlatorog, il camoscio dalle corna d’oro

Questo racconto é nato nel cuore delle Alpi Giulie. Parla dei giardini meravigliosi della vallata dei laghi di Triglav ma é impossibile situarlo nel tempo. E cosi é eterno! Trasmette un messaggio inquietante descrivendo le consequenze nefaste che può avere l’azione dell’uomo sulla natura quando quest’ultimo oltrepassa le frontiere della ragione, sconvolge senza alcuno scrupolo l’equilibrio naturale e raccoglie i frutti indifesi a suo unico scopo personale. Come punizione esso deve morire, le altre cose della natura si rimettono lentamente e continuano a vivere.

Uva ursina

In settembre il sottobosco ed i pascoli fino ad oltre i 2000 m si tingono di rosso. Sono l’uva ursina e il mirtillo che colorano di queste calde tonalità le montagne alpine in questo periodo.
I larici ancora verdi generano magnifici contrasti di colore che, verso sera, divengono ancora più belli, tanto da creare in fotografia effetti pittorici. Nelle lande del Nord Europa questo piccolo arbusto è tanto diffuso da essere il principale responsabile della colorazione rossa dell’intero paesaggio, fenomeno noto come “ruska”.

Crocus o Colchium?

I greci lo chiamavano Kroke che significa filamento, per i suoi lunghi stami. Leggendo gli scritti di Omero ritroviamo questo fiore nella descrizione del talamo nuziale di Giove.
I romani lo ponevano sulle tombe perché era considerato il simbolo della speranza per la vita ultraterrena.