Immersi nella storia: La Crocetta di Zebio

di Edoardo Cortese www.sentierimontagna.it

Verso Crocetta di Zebio.
Luogo storico e panoramico interessantissimo. Roccaforte cruciale austriaca, durante la Prima Guerra mondiale.
Un percorso immerso nella natura.
Impregnato di tanta Storia.

 

Percorrere il sentiero verso il Monte Zebio è un’escursione da non perdere.
Oggi ti darò tutte le informazioni che ti servono. Ma per renderlo un’esperienza indimenticabile ti dirò di più.

Un paio di settimane prima, vai in libreria. Ed acquista il libro “Un anno sull’Altipiano” di Emilio Lussu.
Solo dopo aver terminato la lettura, programma la tua escursione sul Monte Zebio.

Emilio Lussu faceva parte della Brigata Sassari, dislocata alle pendici del Monte Zebio.
Assieme alla Brigata Catania.
Durante la Guerra Mondiale del 1915-1918.
Il suo scritto non è una semplice narrazione, ma un vero e proprio diario personale. Ricco di particolari.

Tra i libri sulla Prima Guerra Mondiale “Un anno sull’Altipiano”di Emilio Lussu è, per me, il più bello. Scriveva Mario Rigoni Stern. E sono sicuro che anche tu, una volta iniziata la lettura, non riuscirai a smettere.

 

Percorrendo quei sentieri, dopo la lettura, potrai capire molte cose. Camminerai in silenzio, con molti pensieri ed immagini che ti frullano in testa. Come se rivedessi la Storia… dal vivo. Trarremmo qualche spunto dal libro. Un assaggio per capire cosa ti aspetta. Perché sarà molto più di una semplice escursione in Montagna.

 

 

IL LUOGO

Il Monte Zebio fa parte di una sequenza ininterrotta di vette che partono da Cima Portule (2.308 m) fino a raggiungere il Monte Ortigara (2.106 m).

Dopo il fallimento della Strafexpediton, era diventata la linea di difesa degli austro-ugnarici.
Una cruciale roccaforte, resa inespugnabile da una fitta rete di trincee, gallerie, e fortificazioni.
Oggi diventata un Museo a cielo aperto.

“Il battaglione d’avanguardia, superato Croce di Sant’Antonio, procedeva nel bosco, verso Casara Zebio e Monte Zebio. Man mano che esso avanzava, appariva sempre più probabile che il grosso del nemico si fosse fermato sulle alture. La resistenza era diventata accanita!”

 

 

ITINERARIO

Percorrerai il sentiero CAI 832B e parte del sentiero CAI 832.
Potresti scegliere di percorrere solo il sentiero CAI 832.
Ma aggiungendo il sentiero 832B avrai molto di più.
E ti spiegherò il perché.

La partenza e dalla Val Giardini (1.149 m).
Siamo ad Asiago (VI), nei pressi dell’aeroporto.

Il primo tratto è in salita, su una strada sterrata, circondata da ampi pascoli.
Nella zona denominata Pultareche.
Potrai da subito godere di un bel panorama su Asiago.
In breve tempo ti immergerai nel bosco di Abeti di cui è particolarmente ricco l’Altopiano dei Sette Comuni.

La zona è stata teatro di cruenti scontri, anche da parte dei partigiani.
Ecco di fronte a te un piccolo monumento, a ricordo di quegli eventi.

Il sentiero alterna tratti in salita, ma anche pianeggianti.
Lungo sentieri, strade forestali ma anche vecchie mulattiere militari.
Con l’originale pavimentazione in pietra, ancora in ottimo stato.

 

 

Dopo 3 Km circa e 90 minuti di cammino, raggiungerai il Cimitero della Brigata Sassari.

Di fronte a te 218 croci per altrettanti giovani del 151° e 152° reggimento di Fanteria.
Caduti, in breve tempo, durante i cruenti combattimenti sul Monte Zebio.

 

 

Il terreno è stato donato ai Comuni della Regione Sardegna.
Da dove provenivano i soldati rimasti per sempre su questa montagna.

“Il comandante di battaglione aveva ammassato il battaglione in colonna. Egli aveva disposto che solo una compagnia attaccasse. Le altre si sarebbero dovute muovere, solo se la prima compagnia fosse potuta passare. Stavamo tutti immobili, muti.”

MINA DI SCALAMBRON

Lasciato il cimitero della Brigata Sassari, il sentiero sale ancora di quota fino a raggiungere Lunetta di Zebio (1,675 m).
Questo punto fu teatro di un importante evento.

Il monumento in pietra ricorda lo scoppio della galleria di mina, la Mina di Scalambron, che i soldati italiani avevano predisposto per preparare l’attacco alla roccaforte austro-ungarica.
Lo scoppio avvenne 8 giugno 1917, per cause mai ben chiarite.
Provocò la morte di molti soldati ed ufficiali appartenenti alla Brigata Catania.
Ma le perdite furono anche fra gli austriaci.
Il fatto avvenne proprio due giorni prima dell’inizio della Battaglia sul Monte Ortigara.

 

 

MONTE ZEBIO

Il sentiero compie ora un giro ad anello.
Raggiungerai da prima la cima del Monte Zebio ( 1.717 m) alternando tratti del sentiero fra prati, folta vegetazione di pino mugo e bosco di Abeti e Larici.
Raggiungerai quindi Albi di Pastorile.
Un luogo caratteristico dove il terreno ha preso la conformazione di un piccolo anfiteatro naturale.
Il percorso ad anello si chiude passando dapprima per Casara Zebio Pastorile ( 1.706 m) fino da incrociare la strada bianca che sale verso Malga Zebio.
Ai piede della Crocetta di Zebio.

 

CROCETTA DI ZEBIO

Crocetta di Zebio (1.708 m) è il luogo storico più interessante.

Un cucuzzolo in posizione strategica, con profonde trincee e postazioni di combattimento sul lato sud.
Ma anche zone di riparo e ricovero sul lato protetto a Nord.
Tutta la zona è stata recentemente recuperate all’interno del progetto “Ecomuseo – Grande Guerra Prealpi Vicentine”.

La visita è quindi particolarmente interessante anche per l’ottimo stato in cui si trova.
Potrai percorrere le trincee, scrutare dalle postazioni in caverna, visitare i resti dei baraccamenti adibiti al ricovero dei soldati.

 

 

Ti sarà ben chiaro perché questa fortezza naturale era inespugnabile per le truppe italiane.

“Le mitragliatrici falciarono le prime ondate e il battaglione non arrivò neppure alle trincee. Per tutta la giornata, nella stretta vallata, non si sentivano che i lamenti dei feriti.”

Dalla sommità di crocetta di Zebio potrai godere di un panorama privilegiato.

La Piana di Asiago
Monte Fior
Le Pale di San Martino
La Pianura Padana in lontananza

Solo per nominare alcuni punti di particolare interesse.

 

 

 

RITORNO

Scendendo dalla Crocetta di Zebio il percorso punta nuovamente verso “Mina di Scalabron”, ben visibile ad occhio nudo.

Percorrerai quindi a ritroso parte del sentiero di andata che ti porterà nuovamente verso Val Giardini (1.149 m).
Punto di partenza ed arrivo dell’escursione.

Sarai magari un po’ stanco, ma ricco di un’esperienza che non scorderai facilmente.

E se prenderai in mano, per la seconda volta, “Un anno sull’Altipiano”, la lettura avrà un sapore diverso.

Percorso CAI: 832/b + 832
Km: 12,30
Durata cammino: h 4,30
Dislivello: 716 m
Altitudine max: 1.770 m