La leggenda del lago di Braies

A 1496 metri di altitudine è situato uno dei più incantevoli laghi delle Dolomiti. In alta stagione spesso affollato, nei mesi autunnali e primaverili, il lago di Braies merita una visita.

La sua bellezza è tale che non si fa fatica a pensare che in un luogo come questo nasca una leggenda. Quale mistero si cela all’ombra della Croda del Becco?

Secondo la leggenda, tra le montagne che sovrastano il lago di Braies viveva una popolazione di selvaggi. La tribù era pacifica, composta da donne e uomini bellissimi e custodiva oro e numerose pietre preziose. I minerali e le pietre provenivano dalle stesse terre che abitavano.
Questi uomini non possedevano i preziosi per il loro valore ma per la forza e l’energia che dava ai loro cuori. Con l’oro e le pietre inoltre realizzavano oggetti e gioielli per omaggiarli.

 

Un giorno, in valle, entrarono dei pastori per far pascolare i loro greggi. In breve tempo i nuovi visitatori entrarono in contatto con i selvaggi che li omaggiarono, in segno di benvenuto, di monili e oro.

I pastori alla vista di tutto quel luccichio, persero la ragione e divennero desiderosi di aver sempre più gioielli e oro. Un desiderio così forte dall’iniziare a pensare come procurarsi questo tesoro.

Non era così semplice trovare in valle oro e pietre preziose, quindi l’unico modo per ottenerli, secondo i pastori, era quello di rubarli ai selvaggi. Iniziarono presto continue razzie a scapito della tribù da parte dei nuovi visitatori.

 

 

I selvaggi, vedendo diminuire il loro oro, decisero di proteggerlo. Così trovarono una soluzione che cambiò l’aspetto dell’intera valle. Così scavarono le sorgenti per aumentarne la portata. L’acqua fu convogliata al centro della valle in modo da formare un grande lago che separò i territori della tribù dai pastori che salivano dal fondo valle evitando così ulteriori razzie.

I selvaggi nascosero i loro tesori all’interno delle sorgenti. L’acqua erose l’oro e attraversò le pietre preziose dando al lago di Braies il colore splendente che vediamo oggi.

 

 

 

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