Fotografare a primavera, idee e consigli

Primavera alle porte, occorre iniziare a scrollarsi di dosso i paesaggi innevati, i boschi senza foglie e il freddo. Anche se l’inverno quest’anno non è stato certo dei più rigidi, comunque i colori della stagione invernali non sono stati tanto diversi dagli anni precedenti. Ora però iniziamo a pensare cosa possiamo fotografare nelle prossime settimane.

Flora pioniera, Loiseleuria procumbens

Una delle particolarità delle nostre Alpi è la flora pioniera. Piccole piante, a volte sctriscianti, che centimetro dopo centimetro vincono la roccia e colonizzano morente, frane e i luoghi più impervi. Una dimostrazione che la vita vince sempre anche nei luoghi più ostili.

Uva ursina

In settembre il sottobosco ed i pascoli fino ad oltre i 2000 m si tingono di rosso. Sono l’uva ursina e il mirtillo che colorano di queste calde tonalità le montagne alpine in questo periodo.
I larici ancora verdi generano magnifici contrasti di colore che, verso sera, divengono ancora più belli, tanto da creare in fotografia effetti pittorici. Nelle lande del Nord Europa questo piccolo arbusto è tanto diffuso da essere il principale responsabile della colorazione rossa dell’intero paesaggio, fenomeno noto come “ruska”.

Crocus o Colchium?

I greci lo chiamavano Kroke che significa filamento, per i suoi lunghi stami. Leggendo gli scritti di Omero ritroviamo questo fiore nella descrizione del talamo nuziale di Giove.
I romani lo ponevano sulle tombe perché era considerato il simbolo della speranza per la vita ultraterrena.