Un festival sui “confini” dell’alpinismo e la “slow mountain”. I focus del 66° Trento Film Festival.

Dal 26 aprile al 6 maggio si terrà la 66° edizione del Trento Film Festival, la rassegna cinematografica dedicata al mondo della montagna, dell’avventura, dei popoli delle terre alte e la letteratura.

Con il record di 710 film iscritti, 150 selezionati, 25 in concorso, quest’anno il Trento Film Festival apre con due filoni tematici.

Il primo è dedicato all’approccio con la montagna in modo contemplativo e consapevole, come ha sottolineato Luana Bissetti direttrice artistica del festival. La “slow mountain” ovvero il camminare, il muoversi lenti in montagna, osservando. Un modo di vivere in modo più interiore la montagna, che vedremo sul palco raccontato da illustri nomi dello spettacolo e letteratura, come Rocco Papaleo con “Camminare mi piace”, Paolo Rumiz con “Scrivere con i piedi” e il biker Alessandro de Bertolini che racconterà il suo viaggio di 10.000km in bicicletta.

 

Come sempre il festival si pone come momento di riflessione e di confronto sui temi che legano i popoli delle terre alte, giunto alla 66° edizione, il Festival più che mai è focalizzato verso un cinema che non racconta solo imprese alpinistiche, ma anche quelle delle genti di montagna e dei problemi ambientali.

Le serate e gli appuntamenti

A Milano in conferenza stampa è stato presentato un programma ricco di appuntamenti serali, che oltre quelli “Slow mountain” è dedicato come sempre alle serate “alpinistiche”. Alessandro Filippini, Emilio Previtali e Luca Calvi il 1° maggio apriranno le tre serate evento con “Tomek, il sognatore del Nanga e l’inverno degli Ottomila”, raccontando la vita, anche personale dell’alpinista recentemente scomparso. Il 3 maggio si terrà la grande serata dedicata a Bruno Detassis il “custode del Brenta”, il viaggio nella vita dello scalatore, attraverso chi l’ha conosciuto e gli alpinisti di oggi.

Il 4 maggio vede in scena Reinhold Messner, con ospiti Hansjoerg Auer, Hervé Barmasse, Tommy Caldwell, Manolo, Adam Ondra e Nicola Tondini, “L’assassinio dell’impossibile”. Riprendendo un articolo di Messner di 50 anni fa, che fece discutere un’intera generazione di alpinisti, si parlerà di alpinismo di rinuncia, lanciato nel 1968 con alcuni degli scalatori che nel frattempo hanno alzato il livello del possibile.

Tra gli appuntamenti del festival segnaliamo ancora “La montagna vivente” (29 aprile) uno spettacolo poetico a cura dello scrittore giornalista Marco Albino Ferrari.Un alt(r)o Everest” (29 aprile) vede invece la compagnia teatrale del duo Mattia Fabris e Jacopo Bicocchi con una coinvolgente storia dedicata a Jim Davidson e Mike Price e la loro scalata del Monte Rainier.

Martedì 1 maggio, alle 18:30 “Climbing in Iran e Libertà. Come la libertà porta all’uguaglianza” la storia della climber iraniana Nasim Eshqi che porterà la sua testimonianza ed entusiasmo parlando del suo contesto culturale nei confronti di un’arrampicatrice donna.

L’evento di apertura del Festival, il 26 aprile alle ore 21:00, sarà dedicato quest’anno alla visione di “Visages d’enfants” il film capolavoro di Jacques Feyder. Il film muto ambientato sulle Alpi svizzere sarà proiettato con una nuova partitura del maestro Carlo Crivelli ed eseguita dall’Orchestra Città Aperta.

Il programma cinematografico

Lo scorso anno il programma cinematografico ha visto più di 20.000 spettatori, che confermano un crescente interesse verso il festival. In concorso saranno presentati 25 film (lunghi e cortometraggi) oltre 7 lungometraggi di fiction ambientate in montagna. Dalla sezione Terre alte, quest’anno sarà in gran parte consacrata a registi italiani, all’ampia offerta di alpinismo e avventura di Alp&ism; dagli autori e storie locali di Orizzonti vicini alle sperimentazioni di Sestogrado, sono confermati struttura del programma e sezioni, con le novità del rafforzamento della sezione TFF Family dedicata ai film per bambini e ragazzi, e del rilancio della sezione su natura e ambiente, ribattezzata MuSE.doc a sottolineare la partnership con il Museo delle Scienze di Trento, che sarà aperta dall’acclamato Jane di Brett Morgen sulla celebre primatologa Jane Goodall, una proiezione-evento in collaborazione con National Geographic Italia.

Anteprime del festival

Tra le proiezioni serali al Supercinema Vittoria, lo spettacolare film di sport e avventura francese “Tout là-haut” di Serge Hazanavicius, girato tra le nevi di Chamonix e dell’Himalaya e il debutto italiano “Resina” di Renzo Carbonera, interamente ambientato nella comunità cimbra di Luserna in Trentino. Dall’Austria e dalla Germania arrivano due pellicole girate in Dolomiti: “Drei Zinnen” di Jan Zabeil è un avvolgente thriller familiare filmato all’ombra delle Tre Cime di Lavaredo e “Iceman” di Felix Randau, con il popolare attore tedesco Jürgen Vogel e Franco Nero, è lo spettacolare tentativo di immaginare e ricostruire le avventure e la misteriosa morte di Ötzi, la celebre “Mummia del Similaun” ritrovata nel 1991, utilizzando in modo affascinante e sorprendente una lingua ormai incomprensibile. ”A Polar Year” di Samuel Collardey è un film ambientato in Groenlandia un difficile ed entusiasmante anno tra i ghiacci al fianco di un giovane insegnante danese al primo incarico. Ritorno infine su location e temi cari al pubblico del festival con “” di Tian Tsering, nuovo racconto dell’oppressione cinese in Tibet attraverso la vicenda di due giovani, una suora buddista e la sua migliore amica, che decidono di tentare una rischiosa fuga attraverso le montagne dell’Himalaya.

Barley Fields On The Other Side Of The Mountain

Tutte le informazioni e i programmi del Festival si possono consultare sul sito ufficiale www.trentofestival.it