Vincitori e conclusione del Trento Film Festival 67° edizione

Si conclude con l’annuncio dei vincitori la 67° edizione del Trento Film Festival. Un evento che ha visto una partecipazione di pubblico sempre più ampia e come sottolinea il presidente Mauro Leveghi un momento di condivisione e “rifugio permanente del libero pensiero”. Moltissime le occasioni di confronto e riflessione in questo Festival che è stato dedicato al cammino lento e alle fragilità della nostra natura. Il tema dell’ambiente è stato fortemente presente negli incontri e nelle serate del Festival fino alla conclusione di venerdì dedicata allo scienziato esploratore Alexander von Humboldt presentata da Reinhold Messner e gli ospiti Ariane Benedikter, Massimo Bernardi, Telmo Pievani, Veronica Lisino, Filippo Thiery, Julio Velasco. Uno scienziato ingiustamente dimenticato, che oggi torna attuale per la sua incredibile capacità di analizzare la Terra e i suoi fenomeni in modo globale.

 

 

Come sempre il fulcro del Trento Film Festival sono i suoi film dedicati alla montagna, non solo vista come luogo dove praticare attività all’aria aperta, ma ambiente dove si condivide, si studia, si incontrano le diversità, dove possiamo migliorare la nostra coscienza ecologica. Come tutti gli anni vi segnaliamo i vincitori di questa edizione.

 

67° Trento Film Festival. Conferenza Premiaizioni . Enrico Brizzi, Fabrizio Lorenz, Mauro Leveghi, Luana Bisesti, Sergio Fant.

 

La Grand-Messe di Méryl Fortunat-Rossi e Valéry Rosier vince con la sua ironia la Genziana d’Oro della 67° edizione del Trento Film Festival.

Un film che racconta la particolare comunità degli appassionati di ciclismo provenienti da tutta Francia per assistere al Tour de France. La giuria internazionale, composta da Charlène Dinhut (Francia), Ed Douglas (Gran Bretagna), Arūnas Matelis (Lituania), Eliane Raheb (Libano), Giulio Sangiorgio (Italia), ha motivato così l’assegnazione del premio:

«un racconto sapientemente ritmato su identità, nazionalismo, invecchiamento e lutto. Il film indaga l’appassionato fanatismo di un gruppo di tifosi di ciclismo provenienti da tutta la Francia, che condividono l’amore per una delle più famose gare di ciclismo al mondo: il Tour de France. Con l’avvicinarsi della gara, i registi Méryl Fortunat-Rossi e Valéry Rosier, svelano le vite di un’anziana generazione impegnata in una riflessione su quello che loro, e la Francia, sono diventati».

L’italiano Francesco Fei si aggiudica il Premio del Club Alpino Italiano Genziana d’oro Miglior film di alpinismo, popolazioni e vita di montagna con “La regina di Casetta”. Un film che racconta la vita privata di Gregoria, una ragazza che sta crescendo in un piccolo paese di montagna. Secondo la giuria: «La regina di Casetta trasmette un messaggio di resistenza per tutte quelle comunità che vogliono continuare a vivere in montagna».

 

 

Il Premio Città di Bolzano Genziana d’oro Miglior film di esplorazione o avventura è andato a Bruder Jakob, schläfst du noch? di Stefan Bohun. Un film profondo e commovente che racconta la storia di quattro fratelli, tra cui lo stesso regista, nel tentativo di comprendere quali motivi hanno spinto al suicidio il quinto fratello. Per la giuria: «Attraverso il tempo, riguardando i filmati della loro infanzia e confrontandosi sui reciproci percorsi, e lo spazio, viaggiando dalle loro montagne alla lontana città dove viveva il fratello, i quattro analizzano la loro relazione con Jacob e tra loro, prima di tornare sulla montagna che scalarono insieme da ragazzi.»

 

 

 

La Genziana d’argento Miglior contributo tecnico – artistico è stata assegnata a “Riafn” di Hannes Lang. Un film esteticamente interessante che fornisce uno spaccato interessante sui pastori e il loro modo di comunicae attraverso le canzoni, tra di loro e gli animali. Questo film ha come forza il sonoro molto curato. Secondo la giuria: «Considerato il tema, la colonna sonora di questo film è fondamentale.
«Il suono e il montaggio sono eccezionali e contribuiscono enormemente al successo del film, creando l’impressione complessiva di uno spontaneo concerto di montagna.»

Stations di Julien Huger si aggiudica la Genziana d’argento Miglior cortometraggio con la seguente motivazione: «per le sue immagini mozzafiato e per il suo approccio artistico molto originale, il film è capace di trasformare le immagini dell’attività di una stazione sciistica invernale in astrazioni, sensazioni ed emozioni, mostrandole come vani tentativi da parte degli umani di addomesticare montagne quasi soprannaturali.
«Attraverso l’uso raffinato e intenso delle immagini e della musica, al termine del film i monti diventano un varco che connette l’umanità al cosmo.»

Il Premio della Giuria è stato assegnato a «The Border Fence» di Nikolaus Geyrhalter. Così la giuria motiva la scelta: «Un documentario che è un saggio preciso sul presente. Un forum di confronto tra opinioni, che accoglie la voce dei cittadini, li osserva al lavoro, costruisce un possibile popolo e ascolta un coro discordante di parole e impressioni sul tema dei migranti.
«Un grande film politico, complesso e contraddittorio, che si contrappone al discorso politico semplificato trasmesso dai media.»

La giuria ha inoltre assegnato la «Menzione speciale a Beloved» di Yaser Talebi sulla straordinaria figura di Firouzeh, una donna di ottant’anni che vive immersa nella natura tra le montagne dell’Iran.
Si legge nelle motivazioni: «per aver ritratto il coraggio di una signora di ottant’anni che vive da sola sulle montagne della Turchia, sopravvivendo con difficoltà insieme alle sue mucche, alle quali è legata come fossero i suoi figli. Mentre i suoi veri figli non le fanno mai visita, lei continua ad aiutarli attraverso il duro lavoro, garantendo loro un’eredità. Riprendendo la vita di questa donna in diverse stagioni, il regista offre un ritratto onesto del coraggio di una madre.»

Il pubblico ha assegnato i seguenti premi:
Il premio miglior film di alpinismo – Rotari è andato a “Fine Lines” di Dina Khrein. Il film è dedicato alle testimonianze di venti dei più grandi alpinisti e scalatori del Mondo per cercare di capire cosa li spinge a rischiare tutto per il brivido dell’ignoto.

Il premio miglior lungometraggio – Acqua Pejo è stato assegnato a “Cielo” di Alison McAlpine di cui abbiamo parlato in questo blog giorni scorsi: Cielo

Gli altri premi del festival nel comunicato ufficiale del Trento Film Festival: https://trentofestival.it/edizione-2019/